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Empedocle
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Empedocle (in greco antico Ἐμπεδοκλῆς?, Empedoklês; in latino Empedŏcles; Akragas, tra il 484 e il 481 a.C – tra il 424 e il 421 a.C) è stato un filosofo e politico siceliota, vissuto nel V-IV secolo a.C. ad Akragas (oggi Agrigento)cite-ref-1[1].

Appartenente all'età mwcqpresocratica, la filosofia di Empedocle è conosciuta per la teoria mwcgcosmogonica dei mwcwquattro elementi, da lui chiamati "radici" (mwdaριζώματα, mwdqrizòmata), accanto ai quali egli pose due ulteriori principi: mwdgAmore (mwdwΦιλότης), in grado di mescolarli, e mweaOdio (mweqΝεῖκος), responsabile della loro separazione. Influenzato dai mwegpitagorici, Empedocle si oppose alla pratica del mwewsacrificio di animali e alla loro uccisione a scopo alimentare; sviluppò anche una dottrina distintiva della mwfareincarnazione. mwfqAristotele lo indica come padre della mwfgretorica. È generalmente considerato l'ultimo mwfwfilosofo greco ad aver messo per iscritto, in mwgaversi, le sue idee; tra i presocratici, le sue opere sono quelle che più di ogni altro autore sono sopravvissute. La morte di Empedocle, avvenuta in circostanze misteriose, forse per essersi gettato volontariamente nell'mwgqEtna,cite-ref-2[2] è stata mitizzata dagli antichi scrittori ed oggetto di numerose opere letterarie.

Contents

Note

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Biografia

L'anno della nascita

Stabilire con sufficiente precisione il periodo in cui è vissuto Empedocle è di importanza fondamentale per cogliere l'originalità di questo filosofo rispetto ai suoi predecessori, mwkaParmenide e mwkqAnassagora.cite-ref-3[3]

• Secondo mwmaPlatonecite-ref-4[4] Socrate da giovane incontrò Parmenide che aveva circa sessantacinque anni. Poiché Socrate morì all'età di settanta o più anni nel mwnq399 a.C., l'incontro tra Socrate e Parmenide dovrebbe aver avuto luogo prima del mwng450 a.C., e, siccome secondo il testo di Platone «Socrate era molto giovane»cite-ref-5[5], Denis O'Brien ritiene che questi non poteva aver superato i vent'anni: quindi Parmenide dovrebbe essere nato intorno al mwpa515 a.C..
• mwpgTrasillo di Mende, l'mwpwastrologo vicino all'imperatore mwqaTiberio, nonché editore degli scritti di mwqqDemocrito, indica la nascita di quest'ultimo filosofo cinquant'anni dopo quella di Parmenide, quindi nel mwqg470/mwqw469 a.C.; mwraDiogene Laerzio sostiene che Democrito fosse «giovane ai tempi in cui Anassagora era vecchio»: se la differenza di età era intorno ai trent'anni si può verosimilmente ritenere che Anassagora nacque ai primi del secolo così come testimoniato dall'erudito mwrqApollodoro di Atene (II secolo a.C.) mentre mwrgSimplicio / Teofrasto sostiene che Empedocle fosse nato «qualche tempo» dopo Anassagora.
• Aristotele sostiene che Anassagora fosse mwsahýsteros (ὕστερος) rispetto a Empedocle, ma tale termine può significare sia "successivo" che "inferiore" quindi molti esegeti hanno letto come se Anassagora fosse "successivo" a Empedocle; tuttavia lo Stagirita attribuendo ad ambedue i filosofi la nozione di "forza motrice" sostiene che fu scoperta per primo da Anassagora. O'Brien conclude quindi che ὕστερος vada letto come "inferiore" e non come "posteriore", ovvero: Anassagora più vecchio di Empedocle, secondo Aristotele, gli fu "inferiore".

«Approdiamo così a una cronologia i cui tratti essenziali sono ben attestati dai documenti antichi. Parmenide è di una quindicina di anni più anziano di Anassagora, nato tra il VI e il V secolo. Empedocle, di qualche anno soltanto più giovane di Anassagora, è dunque più vecchio di Democrito, nato una trentina di anni dopo Anassagora nel 470/469.»

(Denis O'Brien, Empedocle in Il sapere greco. Dizionario critico, vol. 2 (a cura di Jacques Brunschwig e E.R. Lloyd). Torino, Einaudi, 2007, pp. 81-82)

Si sarebbero quindi succeduti, per anzianità di nascita: Parmenide, Anassagora, Empedocle e Democrito.

Vita politica e appartenenza filosofica

Secondo il racconto di mwuwDiogene Laerzio, Empedocle nacque da una famiglia antica, nobile e ricca di Agrigentocite-ref-6[6]. Come suo padre Metone, che ebbe un ruolo importante nell'allontanamento del tiranno mwwaTrasideo da Agrigento nel mwwq470, egli partecipò alla vita politica della città negli anni fra il 446 e il 444 a.C., schierandosi dalla parte dei democratici e contribuendo al rovesciamento dell'mwwgoligarchia formatasi all'indomani della fine della mwwwtirannide, un governo chiamato dei "Mille". La tradizione gli attribuisce uno spirito caritatevole nei confronti dei povericite-ref-7[7], e severo verso gli aristocraticicite-ref-8[8]. Si racconta anche che abbia rifiutato il governo della città che gli era stato offertocite-ref-9[9].

Dai suoi nemici fu poi esiliato nel mwaqPeloponneso, dove forse conobbe mwagProtagora ed mwawErodoto. Tra i suoi discepoli vi fu anche mwbaGorgia.

«Successivamente Empedocle abolì anche l'assemblea dei Mille, costituita per la durata di tre anni, sì che non solo appartenne ai ricchi, ma anche a quelli che avevano sentimenti democratici. Anche Timeo nell'undicesimo e nel dodicesimo libro - spesso infatti fa menzione di lui - dice che Empedocle sembra aver avuto pensieri contrari al suo atteggiamento politico. E cita quel luogo dove appare vanitoso ed egoista. Dice infatti: 'Salve: io tra di voi dio immortale, non più mortale mi aggiro'. Etc. Nel tempo in cui dimorava in Olimpia, era ritenuto degno di maggiore attenzione, sì che di nessun altro nelle conversazioni si faceva una menzione pari a quella di Empedocle. In un tempo posteriore, quando Agrigento era in balìa delle contese civili, si opposero al suo ritorno i discendenti dei suoi nemici; onde si rifugiò nel Peloponneso ed ivi morì


Sempre secondo il racconto di Diogene Laerzio, entrò nella mwcwscuola pitagorica divenendo allievo di mwdaTelauge, il figlio di mwdqPitagora. Seguì la mwdgdieta vegetariana pitagorica e rifiutò i sacrifici cruenti: secondo la leggenda, dopo una vittoria olimpica alla corsa dei carri, per attenersi all'usanza secondo cui il vincitore doveva sacrificare un bue, ne fece fabbricare uno di mirra, incenso ed aromi, e lo distribuì secondo la tradizionecite-ref-11[11].

Secondo altri, seguì gli insegnamenti di mwfaBrontino e di mwfqEpicarpo.

Aneddoti e leggende

La sua oratoria brillantecite-ref-13[13], la sua conoscenza approfondita della natura, la reputazione dei suoi poteri meravigliosi, tra cui la guarigione dalle malattie e la capacità di scongiurare le epidemie, hanno prodotto molti miti e storie che circondano il suo nome:

«Scoppiata una pestilenza fra gli abitanti di Selinunte per il fetore derivante dal vicino fiume, sì che essi stessi perivano e le donne soffrivano nel partorire, Empedocle pensò allora di portare in quel luogo a proprie spese (le acque di) altri due fiumi di quelli vicini: con questa mistione le acque divennero dolci. Così cessò la pestilenza e mentre i Selinuntini banchettavano presso il fiume, apparve Empedocle; essi balzarono, gli si prostrarono e lo pregarono come un dio

. Volle poi confermare quest'opinione di sé e si lanciò nel fuoco


Si diceva che fosse un mwogmago, capace di controllare le tempeste; e lui stesso, nel suo famoso poema mwowLe purificazioni, sembra avesse affermato di avere miracolosi poteri, compreso quello della distruzione del mwpamale, della guarigione dalla vecchiaia e del controllo di vento e pioggia. I mwpqsicelioti lo veneravano come profeta e gli attribuivano numerosi miracoli.

Le numerose testimonianze che riguardano la sua biografia sono alquanto discordanti e non consentono di attribuire un'identità precisa alla sua figura. A conferma di ciò sono le numerose leggende sul suo conto. I suoi amici e discepoli raccontano ad esempio che alla morte, essendo amato dagli dèi, fu assunto in cielo; mentre mwpwEraclide Pontico, mwqaLuciano di Samosata e mwqqDiogene Laerzio sostengono che si mwqgsuicidò gettandosi nel cratere dell'mwqwEtnacite-ref-17[17]. Il vulcano avrebbe eruttato, dopo qualche istante, uno dei suoi famosi sandali di bronzocite-ref-18[18]cite-ref-19[19]. In realtà non si sa neanche se sia morto in patriacite-ref-20[20].

Secondo mwvqAristotele, Empedocle morì all'età di 60 anni (ca. 430 a.C.), mentre altri autori affermano che visse fino all'età di 109cite-ref-21[21].

Nella mwwwmwxaSuida si trova questa descrizione del modo di vestire di Empedocle:

«Una sorta di ornamento (sandali) che portava ai piedi, con una corona dorata sul capo, e bronzei calzari ai piedi e nastri delfici nelle mani. Così abbigliato andò di città in città desiderando di tenere salda la sua reputazione di apparire come un dio. Di notte lanciò se stesso dentro i crateri della fiammeggiante Etna, ma un suo sandalo fu ributtato fuori. Egli venne appellato col nome di

Kolusamenas

(trattenitore di venti) risparmiando la città di Akragas dalle forti raffiche a lei contrarie, innalzando intorno alla città pelli di asino.

»

Una biografia di Empedocle scritta da mwywXanto di Lidia, suo contemporaneo, è andata perduta.cite-ref-23[23]

Pensiero e opere

A Empedocle la tradizione attribuisce numerose opere, fra cui anche alcuni trattati – sulla medicina, sulla politica e sulle mw3aguerre persiane – e mw3qtragedie. A noi sono giunti però solo frammenti dei due poemi: mw3gSulle Origini o mw3wSulla natura (mw4aΠερὶ Φύσεως, mw4qPerì phýseōs, titolo per altro comune a molte opere filosofiche antiche)cite-ref-25[25] e mw5gPurificazioni (Καθαρμοί, mw5wKatharmoí). Della prima, di carattere mw6acosmologico e naturalistico, sono rimasti circa 400 frammenti di diseguale ampiezza sugli originali 2000 versi, mentre della seconda, di carattere mw6qteologico e mw6gmistico, abbiamo poco meno di un centinaio rispetto agli originali 3000. La lingua da lui usata è il mw6wdialetto ionico.

È stata anche sollevata l'ipotesi,cite-ref-26[26] tuttavia priva di sufficiente fondamento, che questi due titoli si riferiscano a una singola opera.cite-ref-27[27]

Sulla natura

Il timore religiosocite-ref-28[28] del filosofo di Agrigento appare fin dalle prime righe del Περί Φύσεως (Perí Physeos):

«o dèi, stornate dalla mia lingua follia di argomenti,

e da sante labbra fate sgorgare una limpida sorgente.

E a te, musa agognata, o vergine dalle candide braccia,

io mi rivolgo: ciò che spetta agli effimeri ascoltare,

tu porta, guidando avanti il carro ben governato dell'amore devoto.

Ma non ti turbi il cogliere fiori di nobile gloria

fra i mortali con un discorso, ricolmo di santità,

che sia ardimentoso; e allora tu giunga leggera alla vetta della saggezza»

(Empedocle Poema fisico (Περί Φύσεως) Libro I Proemio (D-K 31 B 3), traduzione di Carlo Gallavotti. Milano, Mondadori/Fondazione Lorenzo Valla, 2013, p.9)

La filosofia di Empedocle si presenta come un tentativo di combinazione sintetica delle precedenti dottrine mwaqmioniche, mwaqqpitagoriche, mwaqueraclitee e mwaqyparmenidee. Da quest'ultime accoglie la tesi dell'immutabilità e dell'eternità dell'mwaqcEsserecite-ref-29[29], ovvero che nulla nasce e nulla muore. Dalle altre accetta l'idea del mwaqwdivenire, del continuo e incessante mutamento delle cose. Empedocle – e come lui anche gli altri mwaq0fisici pluralisti – cerca di risolvere questa contraddizione distinguendo la realtà che ci circonda, mutevole, dagli elementi primi, immutabili, che la compongonocite-ref-30[30].

Empedocle chiama tali mwarmelementi mwarq"radici" (mwaruριζώματα, mwarymwarcrizòmata), non nate (ἀγένητα, agheneta)cite-ref-31[31] ed eternamente uguali (ἠνεκὲς αἰὲν ὁμοῖα, enekes aien omoia)cite-ref-32[32], e afferma che sono in tutto mwasaquattro, associando ognuno di essi a un particolare mwasedio della mwasimitologia greca, sulla base di concezioni mwasmorfiche e mwasqmisteriche proprie dei mwasuriti iniziatici il cui luogo d'origine era la mwasySicilia orientalecite-ref-33[33], non lontano dall'area (la Sicilia centro-meridionale) in cui fu attivo Empedocle. I quattro elementi (e i rispettivi dèi associati)cite-ref-34[34]cite-ref-35[35] dunque sono:

1. mwatufuoco (πῦρ, mwatyZeus);
2. mwatgaria (αἰθήρ, mwatkEra);
3. mwatsterra (γαῖα, mwatwEdoneo)cite-ref-36[36];
4. mwauiacqua (ὕδωρ, mwaumNesti).cite-ref-37[37]

L'unione di tali radici determina la nascita delle cose e la loro separazione, la morte. Si tratta perciò di apparenti nascite e apparenti morti, dal momento che l'mwaukEssere (le radici) non si crea e non si distrugge, ma è soltanto in continua trasformazione.

(greco antico)

«ἄλλο δέ τοι ἐρέω˙ φύσις οὐδενὸς ἔστιν ἁπάντων

θνητῶν, οὐδέ τις οὐλομένου θανάτοιο τελευτή,

ἀλλὰ μόνον μίξις τε διάλλαξίς τε μιγέντων

ἔστι, φύσις δ' ἐπὶ τοῖς ὀνομάζεται ἀνθρώποισιν.»

(italiano)

«Ma un'altra cosa ti dirò: non vi è nascita

di nessuna delle cose mortali, né fine alcuna di morte funesta,

ma solo c'è mescolanza e separazione

di cose mescolate, ma il nome di nascita, per queste cose, è usato dagli uomini.»

(Empedocle, D-K 31 B 8, traduzione di Gabriele Giannantoni in Presocratici vol.I, Milano, Laterza, 2009)

In questo modo «i primi principi si empiono così dell'essenza e del soffio vitale di poteri divini».cite-ref-38[38]

Particolare dell'anfora del IV secolo a.C. (opera del cosiddetto "Pittore di Afrodite") conservata al

Museo Archeologico Nazionale di Paestum

La figura rappresentata è

Afrodite

, dea della fertilità, e richiama il suo arrivo sull'isola di Cipro: al suo passaggio la vegetazione esplode rigogliosa. La dea è circondata da due

eroti

con ali di colomba.

In Empedocle, Amore (Φιλότης) è indicato anche con il nome di Afrodite (Ἀφροδίτη)

, o con il suo appellativo di

Kýpris

(Κύπρις)

, indicando qui la «natura divina che tutto unisce e genera la vita»

. Tale accostamento tra Amore e Afrodite ispirò al poeta romano

Lucrezio

l'inno a Venere, collocato nel proemio del

De rerum natura

. In questa opera Venere non è la dea dell'amplesso, quanto piuttosto «l'onnipotente forza creatrice che pervade la natura e vi anima tutto l'essere», venendo poi, come nel caso di Empedocle, opposta a Marte, dio del conflitto

.

«Empedocle occupa un posto a parte nella storia della

filosofia presocratica

. Se si prescinde da quella figura poco conosciuta e per qualche verso mitica che è Pitagora, egli appare in effetti il primo autore dell'Antichità a voler riunire contemporaneamente in un solo e medesimo sistema concezioni filosofiche e credenze religiose. […] nessun pensatore prima di lui aveva inserito all'interno di un quadro filosofico questa corrente di idee mistiche delle quali si troverà più tardi l'eco nelle iscrizioni funerarie dell'Italia meridionale e nei dialoghi di Platone: per Empedocle, infatti, come per gli anonimi autori delle iscrizioni funerarie, l'uomo, essendo di origine divina, non raggiungerà la vera felicità che dopo la morte, quando si riunirà alla compagnia degli dèi.»

(Denis O' Brien, Empedocle in Il sapere greco. Dizionario critico, vol. 2. Torino, Einaudi, 2007, p. 80)

Accanto alle quattro "radici", e motore del loro divenire nei molteplici oggetti della realtà, si pongono due ulteriori principi: Φιλότης (mwawiAmore) e Νεῖκος (mwawmOdio, anche Discordia o Contesa); avente il primo la caratteristica di "legare", "congiungere", "avvincere" (σχεδύνην δὲ Φιλότητα «Amore che avvince»cite-ref-43[43]), mentre il secondo possiede la qualità di "separare", "dividere" mediante la "contesa".

Così Amore nel suo stato di completezza è lo mwawkSfero (Σφαῖρος), immobile (μονίη) uguale a se stesso e infinito (ἀλλ' ὅ γε πάντοθεν ἶσος〈ἑοῖ〉καὶ πάμπαν ἀπείρωνcite-ref-44[44]). Egli è Dio e le quattro "radici" le sue "membra", e quando Odio distrugge lo Sfero:

(greco antico)

«πάντα γὰρ ἑξείης πελεμίζετο γυῖα θεοῖο.»

(italiano)

«Tutte, l'una dopo l'altra, fremevano le membra del dio»

(Empedocle, D-K 31 B 31)

Infatti sotto l'azione dell'Odio (Νεῖκος), presente alla periferia dello Sfero, le quattro "radici" si separano dallo Sfero perfetto e beante, dando origine al cosmo e alle sue creature viventi: prima bisessuate e poi sotto l'azione determinante di Odio, si differenziano ulteriormente in maschi e femmine, e ancora in esseri mostruosi e infine in membra isolate; alla fine di questo ciclo, Amore (Φιλότης) riprende l'iniziativa e dalle membra isolate, nascono esseri mostruosi e a loro volta maschi e femmine, poi esseri bisessuati che finiscono per riunirsi, con le quattro "radici" che li compongono, nello Sferocite-ref-45[45]cite-ref-46[46].

La mwaxkconoscenza è possibile secondo il principio del simile che conosce il suo simile: l'uomo e la realtà sono entrambi composti dalle quattro radici che entrando in contatto tra loro si riconoscono.cite-ref-47[47]cite-ref-48[48]

Le Purificazioni

Nel secondo scritto a noi pervenuto, le mwayuPurificazioni (Καθαρμοι), Empedocle riprende la teoria mwayyorfica e pitagorica della mwaycmetempsicosi, affermando l'esistenza di una legge di natura che fa scontare agli uomini le proprie colpe attraverso una serie continua di nascite e di morti, tramite cui l'mwayganima, di origine divina, trasmigra da un essere vivente all'altro (animale o vegetale) per millenni.

In questo poema gli esseri viventi, parti costitutive dello Sfero di Amore divengono mwayodèmoni (δαίμων) errando nel cosmo.

(greco antico)

«ἔστιν Ἀνάγκης χρῆμα, θεῶν ψήφισμα παλαιόν,

ἀίδιον, πλατέεσσι κατεσφρηγισμένον ὅρκοις˙

εὖτέ τις ἀμπλακίηισι φόνωι φίλα γυῖα μιήνηι,

〈νείκεΐ θ'〉 ὅς κ(ε)ἐπίορκον ἁμαρτήσας ἐπομόσσηι,

δαίμονες οἵτε μακραίωνος λελάχασι βίοιο,

τρίς μιν μυρίας ὧρας ἀπὸ μακάρων ἀλάλησθαι,

φυομένους παντοῖα διὰ χρόνου εἴδεα θνητῶν

ἀργαλέας βιότοιο μεταλλάσσοντα κελεύθους.

αἰθέριον μὲν γάρ σφε μένος πόντονδε διώκει,

πόντος δ' ἐς χθονὸς οὖδας ἀπέπτυσε, γαῖα δ' ἐς αὐγὰς

ἠελίου φαέθοντος, ὁ δ' αἰθέρος ἔμβαλε δίναις˙

ἄλλος δ' ἐξ ἄλλου δέχεται, στυγέουσι δὲ πάντες.

τῶν καὶ ἐγὼ νῦν εἰμι, φυγὰς θεόθεν καὶ ἀλήτης,

νείκεϊ μαινομένωι πίσυνος.»

(italiano)

«È vaticinio della Necessità, antico decreto degli dèi

ed eterno, suggellato da vasti giuramenti:

se qualcuno criminosamente contamina le sue mani con un delitto

o se qualcuno 〈per la Contesa〉 abbia peccato giurando un falso giuramento,

i demoni che hanno avuto in sorte una vita longeva,

tre volte diecimila stagioni lontano dai beati vadano errando

nascendo sotto ogni forma di creatura mortale nel corso del tempo

mutando i penosi sentieri della vita.

L'impeto dell'etere invero li spinge nel mare,

il mare li rigetta sul suolo terrestre, la terra nei raggi

del sole splendente, che a sua volta li getta nei vortici dell'etere:

ogni elemento li accoglie da un altro, ma tutti li odiano.

Anch'io sono uno di questi, esule dal dio e vagante

per aver dato fiducia alla furente Contesa.»

(Empedocle, D-K 31 B 115, traduzione di Gabriele Giannantoni in Presocratici vol.1, Milano, Mondadori, 2009, pp.410-411)

«L'Amore non interviene nella storia delle peregrinazioni del "demone" decaduto? Con ogni probabilità, è l'Amore stesso che ci parla in questo frammento. L'"io" dei due ultimi versi è l'autore del poema. Ma è anche, se andiamo più a fondo, l'Amore. I "demoni" esiliati "lontano dagli dèi" saranno allora dei frammenti espulsi dalla massa centrale dell'Amore e condannati a errare tra i corpi cosmici sotto l'influenza separatrice del suo nemico, la Discordia.»

(Denis O' Brien, Empedocle in La sapienza greca ... p. 90)

«Quando le parti dell'Amore che sono i "demoni" si riuniscono nell'unità immobile della sfera, il mondo stesso diviene un essere vivente. Sotto l'influenza di Amore il mondo stesso si trasforma in dio»

(Denis O' Brien, Empedocle in La sapienza greca ... p. 90)

Questa concezione conduce al rifiuto assoluto dei sacrifici, poiché in ogni essere vivente vi è un'anima umana, che sta compiendo il suo ciclo di mway8reincarnazione. Se nel corso di questo ciclo l'anima si è comportata secondo giustizia, al termine potrà tornare nella sua condizione divina. Dal che, come Pitagora, anche a Empedocle ripugnano i sacrifici animali e l'alimentazione carnea:

(greco antico)

«διόπερ καὶ κτείνοντες αὐτὰ καὶ ταῖς σαρξὶν αὐτῶν τρεφόμενοι ἀδικήσομέν τε καὶ ἀσεβήσομεν ὡς συγγενεῖς ἀναιροῦντες. ἔνθεν καὶ παρήινουν οὗτοι οἱ φιλόσοφοι ἀπέχεσθαι τῶν ἐμψύχων καὶ ἀσεβεῖν ἔφασκον τοὺς ἀνθρώπους 'βωμὸν ἐρεύθοντας μακάρων θερμοῖσι φόνοισιν', καὶ Ἐ. πού φησιν 'οὐ … νόοιο'. οὐ παύσεσθε φόνοιο δυσηχέος; οὐκ ἐσορᾶτε ἀλλήλους δάπτοντες ἀκηδείηισι νόοιο»

(italiano)

«Onde, uccidendoli e nutrendoci delle loro carni, commetteremo ingiustizia ed empietà, come se uccidessimo dei consanguinei; di qui la loro esortazione ad astenersi dagli esseri animali e la loro affermazione che commettono ingiustizia quegli uomini «che arrossano l'altare con il caldo sangue dei beati», ed Empedocle dice in qualche luogo: Non cesserete dall'uccisione che ha un'eco funesta? Non vedete che vi divorate reciprocamente per la cecità della mente?»

(D-K 31 B 136, traduzione di Gabriele Giannantoni in Presocratici vol.1, Milano, Mondadori, 2009)

(greco antico)

«μορφὴν δ' ἀλλάξαντα πατὴρ φίλον υἱὸν ἀείρας

σφάζει ἐπευχόμενος μέγα νήπιος˙ οἱ δ' ἀπορεῦνται

λισσόμενον θύοντες˙ ὁ δ' αὖ νήκουστος ὁμοκλέων

σφάξας ἐν μεγάροισι κακὴν ἀλεγύνατο δαῖτα.

ὡς δ' αὔτως πατέρ' υἱὸς ἑλὼν καὶ μητέρα παῖδες

θυμὸν ἀπορραίσαντε φίλας κατὰ σάρκας ἔδουσιν.»

(italiano)

«Il padre sollevato l'amato figlio, che ha mutato aspetto,

lo immola pregando, grande stolto! e sono in imbarazzo

coloro che sacrificano l'implorante; ma quello sordo ai clamori

dopo averlo immolato prepara l'infausto banchetto nella casa.

E allo stesso modo il figlio prendendo il padre e i fanciulli la madre

dopo averne strappata la vita mangiano le loro carni.»

(Empedocle D-K 31 B 137, traduzione di Gabriele Giannantoni in Presocratici vol.1, Milano, Mondadori, 2009)

Rispetto alla sua precedente opera vi sono delle contraddizioni che è stato difficile per i suoi esegeti conciliare. Ad esempio, ad una visione naturalistica del poema mwazmSulla natura si contrappone la teoria della mwazqreincarnazione delle mwazuPurificazioni: nel primo scritto l'anima è anche detta mortale, mentre è definita immortale nel secondo. C'è chi ha spiegato tali incongruenze con la versatilità di Empedocle, mwazyscienziato e mwazcprofeta al tempo stesso, mwazgmedico e mwazktaumaturgo. C'è invece chi ha ipotizzato una paternità diversa delle due opere.cite-ref-49[49]

Riconoscimenti

Frammento del I secolo d.C., del poema

Περί Φύσεως

(

Sulla natura

o

Sulle origini

)

L'edizione fondamentale dell'opera di Empedocle si deve al filologo francese

Jean Bollack

che nel 1969 tradusse plausibilmente il titolo come

Les Origines

. Dei circa duemila versi che componevano l'opera ne conservavamo, fino a qualche decennio fa, solo 350. Nel

1990

il

filologo

belga Alain Martin avviò lo studio di un

papiro

conservato presso la

Biblioteca Nazionale e Universitaria di Strasburgo

proveniente dall'antica città egiziana di

Panopoli

(oggi Achmim) databile intorno al

I secolo d.C.

Questo papiro, parte di un insieme più ampio di 52 pezzi

, che conteneva forse l'unica testimonianza diretta dell'opera di Empedocle

, tradotto dallo stesso Martin insieme al filologo tedesco Oliver Primavesi, ci ha consegnato complessivi settantaquattro

esametri

dei quali venticinque coincidono con quelli già posseduti.

(greco antico)

«ἀλλ' ὅ γε πάντοθεν ἶσος 〈ἑοῖ〉 καὶ πάμπαν ἀπείρων Σφαῖρος κυκλοτερὴς μονίηι περιηγέι γαίων.»

(italiano)

«Ma da ogni parte è uguale a se stesso, e ovunque senza confini,

lo sfero rotondo che gioisce di avvolgente solitudine.»

(Empedocle, D-K 31 B 28, traduzione di Ilaria Ramelli e Angelo Tonelli, in I Presocratici a cura di Giovanni Reale, Bompiani, Milano 2006-2012, pp. 670-671)

Lo stile di Empedocle fu lodato dagli antichi:

(latino)

«Dicantur ei quos physikoús Graeci nominant eidem poetae, quoniam Empedocles physicus egregium poema fecerit»

(italiano)

«Siano pure detti poeti anche coloro che i greci chiamano fisici, dal momento che il fisico Empedocle scrisse un poema egregio»

(Cicerone, De Oratore 1, 217)

«padre della retorica»

(Aristotele fr. 1, 9, 65)

mwabgLucrezio (mwabkmwaboDe rerum natura 727 ss.) lo prese a modello. mwabsErnest Renan lo definisce «uomo di multiforme ingegno, mezzo mwabwNewton e mezzo mwab0Cagliostro».cite-ref-56[56]

Nel mwacm1861 gli fu intitolato il mwacqRegio Liceo Classico di Agrigento, dove studiarono, fra gli altri, mwacuLuigi Pirandello e mwacyAndrea Camilleri. A Empedocle sono dedicate strade a: Palermo, Gela, Catania, Napoli, Milano.

A Empedocle è stato intitolato il mwacgvulcano sottomarino mwackomonimo situato nel Canale di Sicilia, in riferimento alle circostanze presunte della sua morte.

mwacsPorto Empedocle é un comune italiano in Sicilia nei pressi di Agrigento. Dedicato ad Empedocle, in passato era una frazione di Agrigento.

Note

cite-note-11. Secondo le discordanti fonti sulla vita di Empedocle «… la cronologia di Empedocle andrebbe fissata tra il 484-1 e il 424-1» (Cfr. mwadmGabriele Giannantoni, mwadqI presocratici. Testimonianze e frammenti, Roma-Bari 1986. Vol. I, pp.323-4). Secondo E. Bignone (in mwaduEmpedocle: studio critico, traduzione e commentario delle testimonianze e dei frammenti, Torino 1916) Empedocle sarebbe vissuto tra il 492 a.C. e il 432 a.C. Anche L. Robin ritiene che «La sua vita… sembra sia scorsa tra il primo decennio del secolo V e il 430 circa» (in mwadyStoria del pensiero greco, Torino 1978, p. 131). In uno studio recente M. J. Schiefsky ritiene che Empedocle sia nato nel 490 a.C. e morto nel 430 a.C. (in mwadcHippocrates, On ancient Medicine, Leida-Boston 2005, p. 63).
cite-note-22. mwadsmwadwMattia Cavadini, mwad0mwad4La morte di Empedocle, su mwad8rsi.ch, mwaeaRSI. mwaeeURL consultato il 7 settembre 2021.
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cite-note-44. Platone, mwaesParmenide, 127 B.
cite-note-55. Platone, mwae8Parmenide, 127 C.
cite-note-66. Diogene Laerzio, VIII, 51.
cite-note-77. Diogene Laerzio, VIII. 73.
cite-note-88. Timeo, ap. Diogene Laerzio, VIII. 64, comp. 65, 66.
cite-note-99. Aristotele ap. Diogene Laerzio, VIII. 63; cfr. Timeo, ap. Diogene Laerzio, 66, 76.
cite-note-101. Diogene Laerzio, VIII, 66, 67.
cite-note-1111. Erica Joy Mannucci, mwagimwagmLa cena di Pitagora, Carocci editore, 2008, p. 19.
cite-note-122. Così nella mwagcletteratura antica, come riferisce mwaggBertrand Russel nella sua mwagkStoria della filosofia occidentale, citando un poeta anonimo: «Grande Empedocle che, l'anima ardente, saltò in Etna, ed è stato arrostito intero».
cite-note-1313. Satiro, ap. Diogene Laerzio, VIII. 78; Timeo, ap. Diogene Laerzio, 67.
cite-note-143. Una poderosa rappresentazione pittorica di questo evento storico si trova sul telone del Teatro Selinus di mwahaCastelvetrano, dipinto nel 1906 dal pittore mwaheGennaro Pardo; cfr. mwahimwahmmwahqIl sipario del Teatro Selinus dipinto da Gennaro Pardo, su mwahusipario.it. mwahyURL consultato il 7 settembre 2021.
cite-note-154. Diogene Laerzio, VIII. 60, 70, 69.
cite-note-165. Plutarco, de Curios. Princ., Adv. Colote, Plinio, HN XXXVI. 27, e altri.
cite-note-1717. Diogene Laerzio, VIII. 67, 69, 70, 71; Orazio, ad Pison. 464, ecc.
cite-note-1818. mwaim mwaiu«mwaiyIppoboto riferisce che egli, levatosi, si diresse all'Etna e, giunto ai crateri di fuoco, vi si lanciò e scomparve, volendo confermare la fama che correva intorno a lui, che era diventato dio. Successivamente fu riconosciuta la verità, poiché uno dei suoi calzari fu rilanciato in alto; infatti, egli era solito usare calzari di bronzo.» mwaic(mwaigDiogene Laerzio, mwaikmwaioVite dei Filosofi, VIII, 68-69) Cfr. anche mwaisEraclide Pontico, fr. 83 Wehrli, citato in mwaiwLuciano De Crescenzo, mwai0Storia della filosofia greca. I Presocratici, Mondadori.
cite-note-1919. mwaje mwajm«E questo tutto abbrustolito chi è? - Empedocle. - Si può sapere perché ti gettasti nel cratere dell'Etna? - Per un eccesso di malinconia. - No: per orgoglio, per sparire dal mondo e farti credere un dio. Ma il fuoco rigettò una scarpa e il trucco fu scoperto» mwajq(mwajuLuciano di Samosata, mwajyI dialoghi; BUR, Rizzoli, 1990)
cite-note-2020. «Timeo ci attesta esser lui finito di morte naturale nel Peloponneso. Dicono alcuni che trovandosi egli in Messina a cagion di una festa sia ivi caduto da un carro, e rottasi la coscia, sia morto. Credono altri che in mare naufragasse: altri che si fosse strangolato da sé.» (In Domenico Scinà, mwajoMemorie sulla vita e filosofia d'Empedocle gergentino, ed. Lo Bianco, Palermo 1859, p. 55.
cite-note-2121. Apollonio, ap. Diogene Laerzio, VIII. 52, comp. 74, 73.
cite-note-226. mwakeSuda, e 1004 (II, p. 259 Adler).
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cite-note-247. «In tempi più recenti, è stata avanzata l'ipotesi che si tratti di Empedocle di Agrigento (492-432 a.C.). Tale proposta trova conforto sia nella notizia di Diogene Laerzio in merito alla folta chioma del personaggio sia alla specifica collocazione del bronzo all'interno della villa dove faceva mwakwpendant con il bronzo raffigurante mwak0Pitagora (inv. 5607), che fu suo maestro» (mwak4mwak8mwalamwalemwaliMuseo archeologico Nazionale di Napolimwalm mwalq(archiviato dall'mwaluurl originale il 6 agosto 2016).).
cite-note-2525. Franco Volpi, mwalkDizionario delle opere filosofiche, Bruno Mondadori 2000, p.327)
cite-note-2626. A proporre tale ipotesi fu Catherine Osborne in mwal0Empedocles Recycled, mwal4The Classical Quarterly 37 (01):24-50 (1987).
cite-note-2727. mwamiAlberto Jori, mwammEmpedocle in mwamqDizionario delle opere filosofiche, Milano, Bruno Mondadori, 2000, p. 327.
cite-note-2828. Avverte infatti il Jaeger: «Dobbiamo guardarci dal prendere per pura metafora poetica l'espressione della religiosità che lo trattiene dal seguire sino in fondo i predecessori troppo sicuri di sé.» (Werner Jaeger, mwamgLa teologia... p. 211).
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cite-note-3131. D-K 31 B 7.
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cite-note-3333. mwanwPeter Kingsley, mwan0Misteri e magia nella filosofia antica. Empedocle e la tradizione pitagorica, Milano, Il Saggiatore, 2007, mwan4ISBNmwan8 978-88-428-1033-9.
cite-note-3434. In corrispondenza con le quattro primarie antitesi del caldo, del freddo, dell'asciutto e dell'umido (cfr. Werner Jaeger, mwaoqLa teologia..., p. 214)
cite-note-3535. Le quattro "radici" di Empedocle risultano essere poi i quattro "elementi" di Aristotele e Tolomeo.
cite-note-3636. Edoneo o Aidoneo (Ἀϊδωνεύς) è un appellativo proprio del dio degli inferi mwaosAde, cfr. in tal senso Esiodo mwaowTeogonia, 913; o anche inno omerico mwao0A Demetra.
cite-note-3737. Forse si riferisce a mwapePersefone; per una dotta riflessione su questo nome, certamente un teonimo poco conosciuto, si rimanda alla nota 55, p. 173 di mwapiCarlo Gallavotti in Empedocle, mwapmPoema fisico e lustrale, Milano, Mondadori/Lorenzo Valla, 2013.
cite-note-3838. Werner Jaeger, mwapcLa teologia..., p. 214.
cite-note-398. D-K 31 B 17, B 22, B 66, B 71
cite-note-409. D-K 31 B73, B 75, B 95, B 98.
cite-note-4110. mwaqeWerner Jaeger, mwaqiLa teologia... p. 215.
cite-note-4211. Werner Jaeger, mwaqyLa teologia... p. 236.
cite-note-4343. D-K 31 B 19
cite-note-4444. D-K 31 B 28.
cite-note-4545. Denis O'Brien, mwaraEmpedocle, pp. 85-86.
cite-note-4646. Secondo Empedocle (B 62; 63) i sessi furono determinati dalla separazione di creature "di natura integra", che si erano a loro volta evolute da forma di vita più primitive. Secondo la mwarqBrhadāraṇyaka Upanishad (1, 4, 1-3), l'universo iniziò come Io in forma umana. Questo Io era solo e annoiato: mwaru mwarc«Ora egli aveva la grandezza di un uomo e di una donna abbracciati strettamente. Egli divise questo Io in due parti, e da questo sorsero marito e moglie» mwarg(mwarkMartin Litchfield West, mwaroLa filosofia greca arcaica e l'Oriente, pag. 307, Il Mulino, Bologna, 1993)
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cite-note-4949. Un mwasspapiro di recente ritrovamento, contenente nuovi scritti di Empedocle, ha consentito tuttavia di integrare le due versioni, portando a ritenerle complementari. Le due opere, quindi, farebbero forse parte di uno stesso trattato, cfr. mwaswmwas0mwas4Empedocle di Agrigento, su mwas8intermed.it. mwataURL consultato il 18 febbraio 2013 mwate(mwatiarchiviato il 5 agosto 2010).
cite-note-5012. mwatyAlain Martin e Fernanda Decleva Caizzi, mwatcReview: [Untitled] Reviewed Work: L'Empédocle de Strasbourg (P. Strasb. gr. Inv. 1665-1666) by Alain Martin, Olivier Primavesi, in mwatgRivista di Storia della Filosofia (1984), vol.mwatk 55, n.mwato 4, 2000, pp.mwats 691-694, mwatwISSNmwat0 0393-2516, mwauuJSTORmwauy mwauc44024580, mwaugOCLCmwauk mwauo7788166308.
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cite-note-5315. Il papiro era stato acquistato infatti nel 1905 insieme ad altri 52 pezzi di varie dimensionicite-ref-50[50], che sono i frammenti in cui il rotolo si frantumò prima di finire a Berlino ed essere assegnato alla Biblioteca di Strasburgo a seguito di un tiro a sortecite-ref-51[51]. Nel 1994, lo stesso Martin ne attribuì l'appartenenza ai primi due libri della mwawgPhysikacite-ref-52[52].
cite-note-5416. mwaxamwaxemwaxiFilosofi: Empedocle, scoperto papiro a Strasburgo. Per gli studiosi è l'unica testimonianza diretta, Strasburgo, mwaxmAdnkronos, 28 gennaio 1999. mwaxqURL consultato il 30 novembre 2020.
cite-note-5517. Il personaggio ritratto è stato tradizionalmente identificato con Empedocle che osserva meravigliato il mwaxggiudizio universale.
cite-note-5656. mwaxwErnest Renan, mwax0Vingt jours en Sicilie. Mélanges d'histoire et de voyages, p. 103, citato in Luciano De Crescenzo, op. cit.

Bibliografia

Edizioni e traduzioni

• mwaymCarlo Gallavotti, Empedocle. Poema fisico e Lustrale, Milano, Mondadori, 1975.
• mwayuL'Empédocle de Strasbourg (P. Strasb. Gr. Inv. 1665-1666), Introduzione, edizione del testo e commento a cura di Alain Martin e Olivier Primavesi, Berlino: Walter de Gruyter, 1999.
• Angelo Tonelli (a cura di), mwaycEmpedocle di Agrigento. Frammenti e testimonianze. Origini, Purificazioni, con i frammenti del papiro di Strasburgo, traduzione delle testimonianze di Angelo Tonelli e Ilaria Ramelli, Milano: Bompiani, 2002.
• mwaykI presocratici. Prima traduzione integrale con testi originali a fronte delle testimonianze e dei frammenti di mwayoHermann Diels e mwaysWalther Kranz, a cura di mwaywGiovanni Reale, Milano: Bompiani, 2006.
• mway4Federica Montevecchi, mway8Empedocle d'Agrigento, Napoli, Liguori, 2010 (il volume è corredato da una nuova traduzione con testo greco a fronte di tutti i frammenti, compresi quelli del papiro di Strasburgo), ISBN 978-88-207-5043-5.

Studi

• mwazuEttore Bignone, Empedocle. Studio critico, traduzione e commento delle Testimonianze e dei Frammenti, ristampa, Roma, L'Erma di Bretschneider, 1963 [Torino: Bocca, 1916].
• mwazcGiorgio Colli, Empedocle, Milano, Adelphi, a cura di Federica Montevecchi, 2019, ISBN 9788845934377.
• mwazkAntonio Traglia, Studi sulla lingua di Empedocle, Bari, Adriatica, 1952, ISBN non esistente.
• mwazsEmilio Bodrero, Il principio fondamentale del sistema di Empedocle. Studio preceduto da un saggio bibliografico e dalla traduzione dei frammenti empedoclei, Roma, G. Bretschneider, 1975, ISBN non esistente.
• mwaz0Livio Rossetti e Carlo Santaniello, Studi sul pensiero e sulla lingua di Empedocle, Bari, Levante, 2004, ISBN 88-7949-355-8.
• mwaz8Jacquemard Simonne, Tre mistici greci. Orfeo, Pitagora, Empedocle, traduzione di M. Marino, Isola del Liri (FR), Pisani editore, 2004, ISBN 88-87122-42-3.
• mwa0ePeter Kingsley, Misteri e magia nella filosofia antica. Empedocle e la tradizione pitagorica, Milano, Il Saggiatore, 2007, ISBN 978-88-428-1033-9.
• mwa0mFederica Montevecchi, mwa0qEmpedocle d'Agrigento, Napoli, Liguori, 2010 (il volume è corredato da una nuova traduzione con testo greco a fronte di tutti i frammenti, compresi quelli del papiro di Strasburgo), ISBN 978-88-207-5043-5.
• mwa0cFederica Montevecchi, mwa0gSull'Empedocle di Giorgio Colli, Luca Sossella Editore, Milano, 2018 (ISBN 978-88-97356-69-1)
• Fernanda Decleva Caizzi, mwa0sReviewed Work: L'Empédocle de Strasbourg (P. Strasb. gr. Inv. 1665-1666) by Alain Martin, Olivier Primavesi, in mwa0wRivista di Storia della Filosofia (1984-), Vol. 55, No. 4 (2000), pp. 691-694, JSTOR 44024580, OCLC 7788166308.

Voci correlate
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Collegamenti esterni

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• citerefenciclopedia-italianaGuido Calogero, EMPEDOCLE d'Agrigento, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1932.
• citerefdizionario-di-filosofiaEmpedocle, in Dizionario di filosofia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2009.
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